COME I SOCIAL MEDIA CAMBIANO LE RELAZIONI MODERNE 

di Stella De Angelis e Saray Edanur Erdogan, studentesse di Strategic Communication

Dagli anni ’90 la tecnologia e internet hanno trasformato le nostre vite, creando connettività globale e dando forma a nuovi tipi di relazioni interpersonali. Piattaforme come Facebook e Instagram hanno rivoluzionato il modo in cui comunichiamo ogni giorno, soprattutto per noi della Generazione Z. Il rapido progresso digitale fa sorgere dubbi sulla nostra abilità di adattarci e sul rischio che i rapporti umani diventino sempre meno personali. 

Poiché oggi la maggior parte delle nostre interazioni avviene online, questo ci ha privati di un elemento fondamentale delle relazioni: la possibilità di conoscerci a fondo. Spesso infatti percepiamo le persone costruendo le nostre opinioni solo sulla base di ciò che viene condiviso sui social media e che può portare ad ammirarle, criticarle o addirittura odiarle. 

Una delle conseguenze più gravi di questa evoluzione digitale è il cyberbullismo, che spesso deriva da uno squilibrio di potere. Nel mondo digitale, il potere è un concetto instabile, le sue dinamiche sono fluide e il cyberbullismo può riguardare molteplici fattori quali il genere, l’etnia e l’identità, oltre a rafforzare i pregiudizi sociali e la discriminazione.  

Il mondo degli influencer e delle figure pubbliche è terreno fertile per il cyberbullismo, come dimostra il caso della pugile Imane Khelif. Dopo aver vinto la medaglia d’oro nella boxe femminile alle Olimpiadi di Parigi 2024, Khelif ha dovuto affrontare un’ondata di odio basata su false affermazioni riguardo il suo genere. Anche personaggi pubblici come Elon Musk e J.K. Rowling hanno diffuso informazioni errate e offese contro di lei, fomentando molestie online. Khelif sta ora considerando di sporgere denuncia per cyberbullismo e i responsabili potrebbero incorrere in gravi sanzioni.  

Un fattore chiave alla base della tossicità online è la mentalità del “senza conseguenze” sostenuta dall’anonimato offerto da queste piattaforme, che consente agli utenti di esprimere opinioni spesso offensive senza preoccuparsi di eventuali ripercussioni sociali. La mancanza di sanzioni efficaci per questi comportamenti crea un grave problema sociale che mina la fiducia e le relazioni nell’ambiente digitale.

Un altro fenomeno da evidenziare è la disumanizzazione delle persone sui social media. Diventiamo sempre più disinibiti nel modo in cui comunichiamo quando percepiamo le persone solo come semplici avatar, piuttosto che come individui con emozioni ed esperienze complesse.  

Per concludere, è importante sottolineare che il mondo digitale può rendere le relazioni superficiali e fragili. I social media possono diventare un campo di battaglia, ostacolando le relazioni sane. Il rispetto e la fiducia tra le persone diminuiscono, portando a una società polarizzata. 

Per combattere il cyberbullismo, è fondamentale promuovere l’alfabetizzazione digitale, l’empatia e la creazione di spazi online sicuri. L’istruzione svolge un ruolo fondamentale nel fornire alle persone le conoscenze necessarie per navigare nel mondo digitale in modo responsabile. 

Sviluppare l’empatia e la comprensione, promuovere un dialogo online positivo e rispettoso ed educare a un uso responsabile della tecnologia è fondamentale per trasformare il mondo digitale in un luogo positivo e inclusivo per tutti.

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