IL FUTURO DELL’ISTRUZIONE: VERSO LA DIDATTICA DIGITALE 

di Sara Marchesini e Alessia Tropolini, studentesse di Strategic Communication

La digitalizzazione è diventata parte integrante della nostra quotidianità e plasma in modo sempre più consistente anche il sistema educativo. Il passaggio da un sistema tradizionale a quello digitale comporta un cambiamento radicale nel modo in cui apprendiamo e acquisiamo conoscenze. 

Possiamo affermare che la digitalizzazione ha già plasmato i nostri metodi di studio e di esercitazione, rendendoli più efficienti e responsabili. Un esempio significativo di questo cambiamento è l’ormai consolidato uso di tablet o pc per prendere appunti. Un metodo che consente una maggiore organizzazione e facilita la condivisione dei contenuti. Per di più, le lezioni tradizionali frontali possono essere arricchite da interazioni digitali, come il gioco online Kahoot, che permette la costruzione di quiz interattivi per verificare l’apprendimento di concetti semplici. 

L’accesso diretto alla digitalizzazione contribuisce inoltre alla democratizzazione dell’istruzione. Infatti, sebbene l’alfabetizzazione digitale dipenda da molteplici fattori, come il background socioeconomico e la provenienza geografica, le piattaforme online aprono le porte dell’apprendimento a coloro che potrebbero non avere accesso a istituzioni educative tradizionali per motivi di varia natura, in particolare economici o lavorativi. Infatti, l’acquisto di dispositivi digitali comporta un costo iniziale, ma nel lungo termine tale spesa viene compensata dal risparmio per l’acquisto di materiali cartacei. Inoltre, non è trascurabile l’impatto positivo sui costi di produzione e di distribuzione di questi materiali. In questo modo, l’istruzione diventa più accessibile ma anche più sostenibile.    

L’istruzione accessibile a tutti e inclusiva è inoltre inclusa nei Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Onu. A supporto di questa visione, durante il World Education Forum, è stata adottata la Dichiarazione di Incheon per l’Educazione 2030, con l’obiettivo di delineare una visione globale per l’istruzione e di rafforzare le competenze digitali e l’alfabetizzazione digitale. Tra i 32 paesi cosiddetti ad alto reddito, 24 hanno mostrato un miglioramento di almeno cinque punti percentuali nel numero di giovani studenti in grado di configurare un software.

L’educazione digitale permette una flessibilità vantaggiosa per bilanciare studio, lavoro e vita privata. La possibilità di accedere a molte risorse educative consente di perseguire conoscenze in linea con i propri interessi, aspirazioni professionali e curricula, e sviluppare competenze richieste dal mercato del lavoro. Questa accessibilità promuove anche una cultura di apprendimento continuo. A sostegno di questa argomentazione, recenti statistiche rivelano che il mercato dell’istruzione online è destinato a crescere esponenzialmente entro il 2026, raggiungendo i 375 miliardi di dollari.  

Certo, c’è da considerare la serie di interrogativi che si sollevano sul valore di certe esperienze educative digitali. L’eterogeneità di contenuti, infatti, oltre ad arricchire l’esperienza educativa, presenta talvolta delle ombre. Tale abbondanza di risorse può portare a un sovraccarico di fonti e informazioni. Il che spesso comporta un senso di confusione e smarrimento generale. Un ampio numero di studenti lamenta di sentirsi sopraffatto dalle innumerevoli informazioni e di non riuscire sempre a selezionare quelle più attendibili.  

In conclusione, la digitalizzazione ha rivoluzionato il nostro metodo di studio. Grazie alle risorse online è possibile perseguire i propri interessi autonomamente, costruendo un percorso di apprendimento continuo e su misura. Tuttavia, il giusto equilibrio per uno studente potrebbe risiedere nella combinazione tra educazione digitale e tradizionale.  

Per il futuro, crediamo che investire in programmi di alfabetizzazione digitale sia essenziale per sviluppare il pieno potenziale dell’educazione digitale. Solo così sarà possibile costruire un futuro educativo sostenibile, rispondendo alle esigenze di un mondo in continuo cambiamento.  

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