UN NUOVO PARADIGMA DELLA SOSTENIBILITÀ: ESG+H. L’IMPORTANZA DEL MONDO CORPORATE PER IL CAMBIAMENTO VERSO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO SOSTENIBILE

di Massimo Lapucci, International Fellow Yale University – Digital Ethics Center e Presidente Egea Holding e Stefano Lucchini, Presidente Advisory Board ICCH

È possibile migliorare il pianeta senza rinunciare al progresso? O davvero dobbiamo convincerci che il progresso tecnologico e la sostenibilità ambientale siano incompatibili? È partendo da queste riflessioni, in un momento storico di profondi e rapidi cambiamenti geopolitici che abbiamo sentito l’esigenza di ripensare il concetto di sostenibilità, andando oltre i parametri tradizionali legati ai temi ESG (Environment, Social e Governance).

È nato così “Ritrovare l’Umano. Perché non c’è sostenibilità senza Health, Human and Happiness”, perché crediamo fermamente che la sostenibilità non possa essere esclusivamente relegata a un insieme, pur necessario, di parametri finanziari o mere metriche ambientali divenendo un semplice esercizio di compliance o di routine e perdendo del tutto la capacità, e lo scopo originario, di incidere positivamente sulla società e sul benessere delle persone. 

Anche sulla base della nostra esperienza maturata nel mondo dell’impresa e del non-profit, abbiamo osservato, non senza preoccupazione, come i principi intorno alla sostenibilità ESG – pur avendo ottenuto notevoli risultati negli ultimi vent’anni – corrano ora il rischio di essere non compresi, vanificati da critiche, talvolta strumentali o di comodo, e sospetti sulla loro reale efficacia. Troppo spesso, gli ESG sono stati inflazionati, alterati da esigenze di comunicazione o addirittura erosi fino a diventare un adempimento burocratico lontano dalle persone e dalla loro quotidianità.

Per questo, anche un po’ provocatoriamente, abbiamo dato origine a un rinnovamento profondo del concetto di sostenibilità, introducendo un nuovo acronimo: ESG+H. La nostra “H” sta innanzitutto per Health, Human e Happiness, perché, ne siamo convinti, non si può parlare di vera sostenibilità senza considerare il benessere e il pieno sviluppo dell’essere umano. ESG+H rappresenta un’evoluzione necessaria, un approccio che integra la sostenibilità ambientale ed economica con la centralità della Persona.

Il modello ESG+H appare oggi quasi contrarian rispetto agli sconvolgimenti che stiamo vivendo sulla scena geopolitica internazionale, ma è proprio in questa sua provocazione che riteniamo risieda la sua forza rivoluzionaria. Warren Buffett, uno dei più celebri investitori al mondo, ha sempre predicato l’importanza di un approccio contrarian, andando controcorrente rispetto al consenso di mercato al fine di cogliere opportunità uniche. Analogamente, la proposta di ESG+H punta a mettere in discussione i paradigmi consolidati, per dimostrare che investire nel wellbeing e nella felicità non solo è eticamente giusto, ma rappresenta una strategia lungimirante per il successo aziendale.

Le tre H di ESG+H non sono concetti astratti, ma pilastri concreti per un nuovo modello di sviluppo:

  • Health: la salute intesa come Global Health non è solo un diritto fondamentale, ma un requisito essenziale per la sostenibilità. Senza comunità sane, non può esistere un progresso duraturo. La pandemia da COVID-19 ha reso evidente come la salute globale sia un prerequisito per la stabilità economica e sociale. Il concetto di Health non si limita alla salute fisica, ma include il benessere psicologico e sociale. Le aziende devono quindi adottare approcci che promuovano la salute dei dipendenti, come programmi di welfare (che già hanno dimostrato un ampio successo, grazie anche al notevole vantaggio fiscale che li caratterizza sia per le aziende che per i lavoratori), ambienti di lavoro sicuri e supporto al benessere mentale. Le comunità sane non sono solo un obiettivo etico, ma un requisito per una crescita sostenibile.
  • Human: l’essere umano, la Persona, deve tornare al centro delle politiche aziendali e istituzionali. Questo significa valorizzare il capitale umano, promuovere un lavoro dignitoso, garantire inclusione e pari opportunità, in cui l’etica sia percepita come un principio guida e non come un freno o un ostacolo da aggirare. Promuovere un lavoro dignitoso e pari opportunità non è solo una questione morale, si badi bene, ma una leva per costruire un senso di appartenenza, un brand aziendale forte. Questo approccio permette di creare ambienti in cui i dipendenti si sentano valorizzati, favorendo produttività e innovazione.
  • Happiness: il benessere delle persone non è un elemento secondario, ma un indicatore chiave di sviluppo per l’intera Comunità, non come appagamento egoistico di un desiderio, ma come armonia tra il soddisfacimento dei propri bisogni e il rispetto dell’ecosistema nel suo insieme. Come espresso nella Dichiarazione d’Indipendenza Americana, la ricerca della felicità è un diritto inalienabile della persona, come massima tutela del diritto a potersi realizzare come individui e come membri della società. Aziende e istituzioni devono contribuire a creare ambienti di lavoro e società dove il benessere non sia un fenomeno elitario, ma una priorità.

Se vogliamo costruire un futuro realmente sostenibile, il mondo delle imprese deve essere protagonista di questo cambiamento, adottando responsabilmente modelli di business che non solo rispettino l’ambiente e la governance, ma che promuovano il wellbeing delle persone. 

L’integrazione di ESG+H nelle strategie aziendali, del resto, non è solo un imperativo etico, ma rappresenta un vantaggio competitivo: le imprese che investono nel benessere dei dipendenti, nella salute e nella qualità della vita generano maggiore produttività, attraggono talenti e costruiscono una reputazione solida nel tempo. Le aziende non devono pertanto vedere la sostenibilità come un obbligo, ma piuttosto come un’opportunità per ridefinire il proprio impatto sulla società. Le imprese che adottano modelli ESG+H possono diventare veri e propri laboratori di innovazione sociale, sperimentando nuove pratiche di governance, modelli di welfare aziendale e strategie di engagement con le comunità locali.

Un esempio concreto è il crescente interesse per il Wellbeing Movement della Oxford University, un approccio che sposta il focus della sostenibilità sul benessere delle persone. Il coinvolgimento attivo dei dipendenti, la promozione di ambienti di lavoro inclusivi e la creazione di iniziative sociali di impatto sono elementi chiave di questo nuovo paradigma.

Oggi più che mai, le aziende devono comprendere che la sostenibilità non è solo una questione ambientale o finanziaria, ma una sfida profondamente umana. Il modello ESG+H rappresenta un’evoluzione necessaria: non si tratta solo di ridurre le emissioni di CO₂ o migliorare le metriche di governance, ma di costruire un futuro in cui la persona sia al centro delle politiche di sviluppo.

Per questo, le imprese devono abbracciare il cambiamento, andando oltre le logiche del passato e adottando un approccio più ampio alla sostenibilità. Solo così si potranno affrontare le sfide del XXI secolo e contribuire a creare una società più equa, prospera e sostenibile per tutti.

In conclusione, crediamo che il mondo corporate abbia un ruolo cruciale nel definire il futuro della sostenibilità. ESG+H non è solo un nuovo acronimo, ma un manifesto per un cambiamento reale della società. Ecco perché ESG+H vuole innanzitutto stimolare la riflessione per il rinnovamento di uno strumento prezioso che, partendo dalla Persona e in armonia con il pianeta, possa ripercuotersi sul miglioramento delle condizioni di lavoro, economia e quindi della società nel suo complesso, per un futuro davvero sostenibile.

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