di Simona Panseri, Senior Director Communications
and Public Affairs Southern Europe Google
Non potrei essere più d’accordo con il punto di partenza di questa edizione della rivista: il cambiamento è l’unica costante. Questa affermazione, vera in molti ambiti della vita, lo è in modo particolare nel mondo della tecnologia. E ancora di più lo è per Google, che sin dai suoi inizi è stata attore del cambiamento.
Google ha reinventato il modo in cui interagiamo con il mondo che ci circonda, creando valore per le persone. Dal motore di ricerca alle mappe che ci guidano ovunque ci serva, dalle foto che conservano i nostri ricordi ai video di YouTube che ci consentono di imparare sempre qualcosa di nuovo, Google ha costantemente portato innovazione nella nostra vita. Da alcuni anni, questi cambiamenti sono abilitati dall’intelligenza artificiale (AI).
Quando pensate all’IA, potreste pensare a quella generativa: per intenderci, quella capace di creare testi, immagini o video a partire da un prompt. L’IA è questo e ben più di questo. Può accelerare il progresso scientifico e contribuire così a migliorare la vita del maggior numero possibile di persone.
Pensiamo per esempio ad AlphaFold, l’applicazione per la quale proprio pochi giorni fa Demis Hassabis e John Jumper di Google DeepMind hanno ricevuto il Premio Nobel per la Chimica. In meno di un anno, AlphaFold è stata in grado di predire la struttura di oltre 200 milioni di proteine, un risultato messo a disposizione gratuitamente della comunità scientifica. Oggi siamo lieti che oltre 2 milioni di scienziati e biologi in più di 190 paesi usino questo database per i fini più vari, dallo sviluppo di terapie genetiche a quello di vaccini contro la malaria. Google però non si limita a sviluppare tecnologie innovative. L’azienda ha anche la responsabilità di renderle accessibili a tutti, aiutando le persone e le imprese a comprenderne il potenziale e a sfruttarlo al meglio. Dal 2015, infatti, abbiamo formato oltre 13 milioni di persone in Europa sugli skill digitali, di cui oltre 1 milione in Italia, e ora è il momento dell’IA. Secondo uno studio che abbiamo commissionato a Implement Consulting, infatti, la sola IA generativa in 10 anni potrebbe far crescere l’economia europea di 1,2-1,4 milioni di milioni di euro. Perché questo potenziale possa esprimersi, però, è necessario che le imprese e le persone siano preparate a utilizzarla. Adesso. Proprio quest’anno quindi abbiamo lanciato il progetto “IA per il Made in Italy”, che aiuta le imprese (soprattutto le Pmi) di settori rilevanti per la nostra economia ad avvicinarsi all’IA.Attraverso AI Smart Report, realizzato insieme alla School of Management del Politecnico di Milano, le aziende possono compiere una valutazione della loro maturità tecnologica e individuare le applicazioni dell’intelligenza artificiale più adatte al loro settore e alle attività aziendali. In seguito, mettiamo a disposizione consulenze e formazione senza costi, aperta a tutti coloro che sono interessati ad acquisire le competenze necessarie alla transizione. Inoltre, grazie ai finanziamenti di Google.org, abbiamo realizzato bandi del valore di alcuni milioni di euro per favorire lo sviluppo di applicazioni pensate proprio per la società italiana. Ne sono un esempio i progetti appena premiati con il bando CrescerAI di Fondo per la Repubblica Digitale: soluzioni AI open source per l’agroalimentare, il consumo energetico e la riduzione degli sprechi.
Come comunicatrice di Google, il mio compito oggi è quello di semplificare la complessità dell’IA, spiegare come può migliorare la nostra vita e, soprattutto, come possiamo utilizzarla in modo responsabile ed etico. Perché il cambiamento vada a beneficio di tutti.

