IL RUOLO DEI BRAND NEL MONDO CHE CAMBIA. DOPOTUTTO, IL VALORE DI UN BRAND È NEI SUOI VALORI

Diletta Acuti, University of Bath

Fino a un decennio fa, molti consumatori erano riluttanti all’idea che i brand prendessero posizione su temi politici o sociali. Si riteneva che le aziende dovessero occuparsi di business, lasciando la politica e le questioni sociali alle istituzioni. Oggi, però, questo paradigma è radicalmente cambiato.

Le sfide globali – dai conflitti internazionali alle violazioni dei diritti umani, fino al degrado ambientale – sono sempre più interconnesse e incidono profondamente sulle comunità e sul pianeta. In questo contesto, ai brand viene richiesto un coinvolgimento crescente in cause sociali. I consumatori non sono più spettatori passivi: si aspettano che le aziende prendano posizione, e l’acquisto di un prodotto diventa spesso un gesto di approvazione verso i valori che quel brand rappresenta.

Questa evoluzione attribuisce un peso sempre maggiore ai valori aziendali, ma porta con sé anche rischi di polarizzazione. Quando un brand prende posizione su temi sensibili, può infatti conquistare la fiducia e il sostegno di alcuni consumatori, ma allo stesso tempo suscitare critiche da parte di altri, creando divisioni all’interno del proprio pubblico.

Per evitare reazioni negative, alcuni brand scelgono il silenzio: è il fenomeno del greenhushing – la scelta di minimizzare l’importanza e la comunicazione dei propri valori sociali – che può essere pericoloso quanto il greenwashing. Questa dinamica indebolisce il dibattito sulla sostenibilità e riduce il potenziale delle aziende come agenti di cambiamento sociale. Il silenzio, per timore di backlash, finisce per soffocare il dialogo e limitare lo scambio di idee che potrebbe generare innovazione ambientale e sociale.

La recente ondata di contestazioni contro le iniziative di diversity, equity e inclusion (DEI) negli Stati Uniti ha ulteriormente mostrato quanto la responsabilità sociale delle aziende e la sua comunicazione siano fragili e mutevoli. Cosa costituisce responsabilità sociale risulta essere il prodotto di specifici contesti storici e politici, e la stessa comunicazione può essere accolta in modi opposti nel giro di pochi anni. In un ambiente così polarizzato, comunicare i propri valori significa inevitabilmente fare anche comunicazione politica.

L’ecosistema digitale amplifica questa complessità: piattaforme, media e utenti ridefiniscono continuamente come i messaggi di responsabilità sociale vengono creati, diffusi e interpretati. 

In questo scenario, ai brand realmente impegnati è richiesto un impegno piú profondo: trasparenza, coerenza, strategie capaci di costruire fiducia e di resistere alle oscillazioni del dibattito pubblico. Solo chi agisce in modo autentico e radicato nella propria identità saprà contribuire alla costruzione di un futuro più responsabile e sostenibile, e mantenere il proprio valore agli occhi dei consumatori.

Dopotutto, ciò che definisce un brand oggi non è la scelta di prendere posizione, ma la capacità di farlo con autenticità, fermezza e responsabilità. 

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