Intervista a Mariangela Zappia, Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti
Ambasciatrice, partiamo dalle tanto attese elezioni presidenziali negli Stati Uniti di novembre scorso. Quali sono ora gli scenari che si aprono per l’Italia?
“Le elezioni, passate o future, americane o italiane, non possono cambiare ciò che abbiamo costruito nel corso del tempo: Italia e Stati Uniti sono Nazioni ‘sorelle’ – come ha detto la Presidente del Consiglio Meloni – legate da un’alleanza incrollabile, valori comuni e una storica amicizia.
Gli Stati Uniti rimangono il principale alleato di riferimento dell’Italia. L’Italia ha la capacità di fungere da ponte tra le due sponde dell’Atlantico. A Washington veniamo percepiti come un attore centrale negli equilibri europei e transatlantici. Tra i grandi Paesi del Vecchio Continente, l’Italia sta dando prova di stabilità politica.
Inoltre, il successo della Presidenza italiana del G7 ha contribuito a consolidare la centralità del nostro Paese negli equilibri internazionali e i tassi di crescita della nostra economia degli ultimi anni ci rendono un interlocutore solido e credibile.”
La relazione che c’è tra Italia e Stati Uniti è speciale e forte, una forza che deriva da vari fattori. Quali?
“La nostra forza deriva innanzitutto dalla condivisione di principi e valori che ci guidano in un destino comune. In particolare quest’anno, con la Presidenza del G7, l’Italia è stata in prima linea per la costruzione di un ordine mondiale che metta al centro democrazia, libertà e diritti umani.
C’è poi la realtà di un interscambio commerciale in costante crescita, che ha raggiunto livelli record, flussi di investimenti nelle due direzioni che continuano ad aumentare, collaborazioni in settori strategici e ad alto contenuto tecnologico fondamentali per il nostro futuro: dal digitale all’aerospazio, dall’energia alle biotecnologie.
A tutto ciò si aggiunge lo straordinario patrimonio rappresentato dalla comunità italo-americana e dai tanti americani che amano l’Italia: imprenditori, ricercatori, studenti – siamo la prima destinazione per gli studenti americani che si recano all’estero! – fino ai milioni di turisti statunitensi che visitano ogni anno il nostro Paese.”
La storia delle relazioni Italia-Usa risale a molto indietro nel tempo. Quanto è grande e rilevante la comunità italo-americana oggi?
“Negli Stati Uniti ci sono tra i 17 e i 20 milioni di italo-americani che ricoprono importanti posizioni nella politica, nell’economia, nella scienza e nella cultura e che sono orgogliosi delle proprie origini. Importanti associazioni come la National Italian American Foundation (NIAF) mantengono vive le radici dei milioni di italo-discendenti americani.
All’interno del Congresso americano è attivo un numeroso e rilevante gruppo di italo-americani: basti pensare che gli ultimi tre Speaker della Camera – Nancy Pelosi, Kevin McCarthy e Mike Johnson – hanno tutti origini italiane.
Il peso e il rilievo della comunità italo-americana si capisce anche se si pensa al fatto che ogni anno in America si festeggia il Columbus Day, una festa molto sentita, che celebra il grande contributo dato dagli italo-americani alla crescita e alla prosperità degli Stati Uniti.
La comunità italo-americana costituisce quindi la spina dorsale della storica amicizia tra Italia e Stati Uniti e continuerà a esserlo anche con la prossima Amministrazione.”
Non solo è la prima donna in Italia a ricoprire l’attuale carica di Ambasciatrice negli Usa, ma anche la prima donna Ambasciatrice d’Italia alle Nazioni Unite a New York fino al 2021. Qual è il messaggio che si sente di dare?
“Per la prima volta nella sua storia, l’Italia ha il suo primo Presidente del Consiglio donna: Giorgia Meloni è un ottimo esempio del prestigio e della credibilità che una donna in posizione di leadership è in grado di raggiungere a livello internazionale.
Quest’anno, in qualità di Presidente del G7, la Presidente del Consiglio è stata la forza trainante nel rafforzare il ruolo guida del Gruppo in una congiuntura internazionale particolarmente complessa, nel difendere l’ordine internazionale basato sulle regole e nell’affrontare le sfide globali.
Ma è anche un segno dei progressi fatti dal nostro Paese sul terreno della parità di genere, anche se molto rimane da fare per assicurare che le donne siano messe in condizione di poter competere ad armi pari. Durante tutta la mia vita professionale, mi sono impegnata per ‘rompere il soffitto di cristallo’ e per incoraggiare giovani donne a farlo a propria volta.
Spero che ci siano sempre più donne, in Italia, a occupare posizioni di rilievo nella politica, nell’impresa, nelle scienze, nella diplomazia. Solo quando ci saranno più donne in posizioni di ‘potere’, potremo dire di avere una vera parità.”

