RASSEGNA MULTIMEDIALE

“Algospeak: How Social Media Is Transforming the Future of Language”
Adam Aleksic, pp. 256, Knopf

Questo libro esamina come i social media e gli algoritmi stiano cambiando il linguaggio: slang, modi di esprimersi, forme di censura implicita/esplicita. Ha ottenuto ottime recensioni negli ultimi mesi su The Washington Post, New York Times, Associated press. Il libro sostiene principalmente che Internet e i social media stiano guidando molte delle recenti innovazioni linguistiche, e che stiano persino attraversando il mondo offline. Il libro spiega come gli algoritmi dei social media, il sistema che determina quali contenuti verranno mostrati all’utente, spingano i creatori di contenuti a ottimizzare la loro espressione per una maggiore portata. Aleksic sostiene una definizione ampliata di “algospeak” per incapsulare questo nuovo modo di espressione influenzato dai social media, andando oltre alla sua definizione originale dell’uso di espressioni codificate per eludere la moderazione automatizzata dei contenuti.

“The Sirens’ Call: How Attention Became the World’s Most Endangered Resource”
Chris Hayes, pp. 336, Penguin press

Dall’autore di bestseller e conduttore di Msnbc e podcast, un’intensa analisi ad ampio raggio di come l’assalto del capitalismo dell’attenzione alle nostre menti e ai nostri cuori abbia riorganizzato la nostra politica e il tessuto stesso della nostra società. Hayes sostiene che ci troviamo nel mezzo di una transizione epocale, il cui unico parallelo è ciò che accadde al lavoro nel diciannovesimo secolo: l’attenzione è diventata una risorsa mercificata che ci viene sottratta e dalla quale siamo sempre più alienati. Le sirene sono progettate per costringerci, e ora risuonano nelle nostre camere da letto e nelle nostre cucine a tutte le ore del giorno e della notte, eseguendo gli ordini di vasti imperi, le aziende più preziose della storia, costruite sulla raccolta dell’attenzione umana. Come scrive Hayes, “Ora le nostre strutture neurologiche più profonde, le eredità evolutive umane e gli impulsi sociali si trovano in un habitat progettato per predare, coltivare, distorcere o distruggere ciò che più fondamentalmente ci rende umani”.

“La generazione ansiosa”
Jonathan Haidt, pp. 456, Rizzoli

La Generazione Z, quella dei nati dopo il 1995, è la prima ad aver attraversato la pubertà con in tasca un portale verso una realtà alternativa eccitante, ma pericolosa. Gli adolescenti di questa generazione sono stati privati di quell’apprendistato sociale insostituibile per lo sviluppo delle competenze necessarie alla vita adulta. Al progressivo spostamento dal mondo fisico a quello virtuale – dagli esiti catastrofici, soprattutto per le ragazze – è corrisposta anche la transizione da un’infanzia libera a una ipercontrollata: mentre gli adulti hanno infatti iniziato a proteggere eccessivamente i bambini nel mondo reale, li hanno lasciati privi di sorveglianza in quello online. Attingendo alle ricerche più recenti e autorevoli, Haidt mostra come queste due tendenze siano alla base di una “riconfigurazione” dell’infanzia che ha interferito con lo sviluppo sociale e neurologico di bambini e adolescenti, causando ansia, privazione del sonno, frammentazione dell’attenzione, dipendenza, solitudine, paura del confronto sociale.

“Tra memoria e trending topic. Nuove prove di divulgazione civile”
Stefano Rolando, pp. 402, Editoriale Scientifica

Nel flusso di messaggi, narrative, immagini che ci circonda non è vero che siamo tutti accomunati, tutti uguali, tutti cuciti da un pensiero unico. Il digitale amplia. Ma anche divide. Divide significati, pubblici, intenzioni, percezioni. Il teatro della rappresentazione è così un immenso frammento di frammenti. In cui spesso i lampi sopraffanno i significati. Partendo da questo principio del rinnovamento della comunicazione pubblica e della riqualificazione del dibattito pubblico, c’è chi prova a fornire contributi generati da principi non sempre praticati. Lavorare sulle connessioni tra notizia e notizie apparentemente orfane di significati e far prevalere lo spirito della spiegazione. La “memoria” del recupero di radici di storie e identità e il “trending topic”, cioè l’aria che tira, in cui c’è più posto per notizie usate che per notizie di senso.

“Comunicazione d’impresa”
Annalisa Galardi, pp. 304, Vita e Pensiero

Viviamo in un’epoca di cambiamento radicale dei nostri stili di vita e di profonda sfiducia nei confronti delle istituzioni e anche dei media. In questo contesto, che ruolo hanno le imprese? Con quale mindset deve essere progettata la loro comunicazione? Quali sono le sfide e le opportunità che interessano oggi questa disciplina? Il volume si rivolge a studenti universitari e professionisti con l’ambizione di farli appassionare alla comunicazione d’impresa e alle sue molte sfumature. Il manuale propone un’articolazione in tre parti: la prima offre una visione ampia del contesto in cui le imprese si trovano oggi a comunicare, fornendo un approccio sistemico fondamentale per generare valore; la seconda approfondisce i diversi ambiti in cui la comunicazione d’impresa si articola (comunicazione istituzionale, gestionale, commerciale ed economico-finanziaria) e li arricchisce con una nutrita selezione di esempi e alcune interviste a professioniste e professionisti della comunicazione; la terza tratta temi trasversali di grande attualità.

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