SPAZI ESPOSITIVI PER LO STORYTELLING AZIENDALEUNIPOL RACCONTATA DA “CUBO”

Intervento di: Giulia Zamagni, Responsabile CUBO,
museo d’impresa gruppo Unipol

Qual è il contributo concreto di CUBO nel rafforzare l’identità e la cultura aziendale di Unipol?

CUBO, un museo e un archivio con 3 sedi tra Bologna e Milano. CUBO è un museo diffuso e partecipato che cresce insieme a Unipol. Contiene la storia e le vicende di tantissime imprese che sono entrate a far parte di questo grande gruppo condividendo esperienze, storie e aneddoti. Raccontiamo l’identità, il patrimonio culturale e la storia di Unipol attraverso le espressioni dell’arte e dell’educazione rivolte alle nuove generazioni ponendo sempre la persona al centro. Ci rivolgiamo sia agli adulti sia ai giovani incentivando l’innovazione e la ricerca tramite iniziative educative su tematiche rilevanti per il Gruppo. A CUBO ci occupiamo di raccogliere, conservare e valorizzare il patrimonio artistico e storico del Gruppo, con l’intento di promuovere una conoscenza del passato che favorisca una maggiore consapevolezza del presente e infonda fiducia nel futuro. Sosteniamo la collaborazione con istituzioni e realtà di eccellenza a livello locale, nazionale e internazionale, per divulgare i valori aziendali, nella convinzione che la cultura rappresenti il principale strumento di sviluppo, inclusione e dialogo sociale.

L’idea originaria di CUBO, nel 2013, nasceva dalla necessità sia di ricordare le proprie radici e il mestiere di una compagnia assicurativa in crescita per dimensioni e diversificazione del business, sia di accompagnare la nuova storia di Unipol attraverso il linguaggio della cultura, rivolto a un pubblico sempre più esteso. Il nostro archivio storico custodisce oltre 14.000 unità archivistiche Unipol, completamente digitalizzate, con una specifica catalogazione che consente di consultare i contenuti nei tavoli touch della nostra Mediateca, aperta al pubblico. Realizziamo mostre tematiche, video, podcast e attività educative per le scuole, focalizzandoci sulla storia dell’assicurazione e sul ruolo dell’archivio come custode della memoria storica. Il processo di catalogazione e digitalizzazione continua con perseveranza incrementando in questo modo la possibilità di conoscenza della storia e dell’identità aziendale. Anche il patrimonio artistico contribuisce a rafforzare l’identità di Unipol. È il risultato di diverse vicende collezionistiche e fusioni con altre compagnie assicurative, e comprende opere significative che attraversano oltre un secolo di arte italiana. Catalogazione e digitalizzazione si dimostrano fondamentali per garantire la cura e il monitoraggio del loro stato di conservazione oltre al potenziale sempre in crescita per la valorizzazione di artisti e opere in patrimonio che facciamo attraverso prestiti, mostre temporanee e pubblicazioni e nuove acquisizioni. 

Come cambia la relazione tra azienda e comunità quando uno spazio diventa luogo di apertura, scambio e racconto?

Gli spazi museali di CUBO sono dentro alle sedi di Unipol sul territorio nazionale e questa è una delle chiavi vincenti per dare la possibilità alle comunità che vivono nei territori di poter visitare, dialogare, partecipare e scoprire il nostro gruppo. Entrare in due torri – una a Bologna e una a Milano – per scoprirne le caratteristiche attraverso visite guidate alle mostre, laboratori, spettacoli è senz’altro un modo per accogliere.

Trovare un giardino sopraelevato con due spazi museali attigui a Bologna nel quale partecipare a grandi concerti estivi è un ottimo incentivo per poi entrare nella mediateca e immergersi nella ricerca storica di questo gruppo. Nel cercare nella memoria storica dei documenti, degli avvenimenti e nelle storie di persone e vicende di Unipol ecco che emerge una interessantissima storia del costume e dell’arte italiana intrecciata alle vicende aziendali. L’arte diventa asset di produzione culturale di CUBO; l’arte contemporanea e le arti nel senso più ampio – musica, teatro, cinema, poesia, danza – riempiono le stagioni e i calendari di CUBO con perseveranza, coerenza e cura.

Secondo lei, che ruolo avranno questi spazi nel posizionamento dei brand nei prossimi anni?

Il ruolo di CUBO, e dei musei e archivi d’impresa, è quello di spingere a modificare il paradigma per cui la cultura è vista solo come attività di consumo e non di produzione, dunque, come attività incapace di generare utilità sociale. La capacità di produrre valore e quindi di poter misurare l’impatto del valore culturale potrà contribuire alla crescita di reputazione a cui il nostro gruppo, oltre al brand, tiene molto con buoni risultati. L’impegno alla crescita della reputazione è trasversale in Unipol e viene costantemente seguita da aree dedicate attraverso pluralità di attività, ricerche ed eventi.  Lo stile di CUBO si trova innanzitutto nelle persone, sia chi lavora a CUBO sia chi frequenta CUBO, si trova poi negli spazi museali e negli allestimenti curati con passione, si trova nei luoghi itineranti che CUBO incontra e raggiunge nella propria strada.

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