ALLENARE I MANAGER COME ATLETI: LUISS SPORT LAB PER UN NUOVO WELFARE

di Paolo Del Bene, Direttore Sportivo Università Luiss

Lo sport contemporaneo non è più circoscrivibile al solo evento agonistico. È ormai un ecosistema iper-visibile e costantemente connesso, capace di generare o distruggere un enorme valore reputazionale in frazioni di secondo. Diventa, quindi, un laboratorio privilegiato in cui osservare quelle dinamiche che stanno ridefinendo la comunicazione d’impresa: la co-creazione dei significati, l’interconnessione reputazionale e la complessa gestione di community sempre più partecipative. In questo scenario, il programma di Dual Career della Luiss Sport Academy e la ricerca applicata del Luiss Sport Lab “Gianni Delfini” si propongono come un vero e proprio osservatorio avanzato sulle nuove forme di leadership.

Tutto ha inizio nel 1998, quando l’Università Luiss inaugura il percorso di “Dual Career” con una squadra di basket (oggi le squadre sono 21), consentendo a studentesse e studenti atleti di conciliare l’attività agonistica con una formazione accademica di eccellenza. Nel 2015 nasce la Luiss Sport Academy, rivolta ad atlete e atleti di livello internazionale. Il progetto, inaugurato con lo schermidore olimpionico Giorgio Avola, supporta oggi 72 Luiss Top Athletes. Gli atleti e le atlete di questo livello si muovono, a tutti gli effetti, come leader in formazione chiamati a gestire la complessità di un’esposizione pubblica globale. In un simile ecosistema, le studentesse e gli studenti atleti diventano role models che devono orchestrare quotidianamente la propria identità pubblica, bilanciando la narrazione dei traguardi raggiunti attraverso le sfide superate. È all’interno di questa dinamica che il prestigio del nostro Ateneo e il profilo dello sportivo convergono in una virtuosa alleanza reputazionale, la Luiss Sport Academy. Le vittorie individuali si trasformano così, in un patrimonio condiviso che eleva l’intera Community Luiss. Una sinergia che esige, tuttavia, una leadership consapevole e un rigoroso allineamento etico, requisiti imprescindibili per governare la narrazione ed essere promotori attivi di un impatto sociale positivo.

Per gestire una tale complessità, la solidità mentale e l’analisi dei dati si rivelano cruciali. Proprio per questo nasce il Luiss Sport Lab “Gianni Delfini”, un centro di ricerca e valutazione dedicato al raggiungimento del massimo potenziale individuale, capace di mettere a sistema evidenze scientifiche e supporto statistico.

Dal 2017 ad oggi, l’evoluzione continua dei protocolli di ricerca – validata anche da pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali come “The Journal of Sports Medicine and Physical Fitness” – ha permesso al team tecnico-scientifico di raggiungere un elevato grado di attendibilità nella misurazione delle abilità cognitive e fisiche, primariamente per ottimizzare l’alta performance dei Team AS Luiss.

Il passaggio più dirompente, tuttavia, si è concretizzato nella traslazione di questi protocolli dal campo da gioco al management delle imprese, dimostrando come lo sport rappresenti oggi un formidabile “spazio di anticipazione” culturale verso il benessere per le aziende. L’intuizione è stata quella, dopo aver affinato i propri strumenti sui campioni del programma Luiss Top Athletes, di trasferire la medesima metodologia nel mondo corporate. Nel luglio 2019, il modello di analisi dell’alta prestazione è stato applicato sperimentalmente alla dirigenza e al management dell’Università Luiss, coinvolgendo oltre 270 persone. L’esito di questa sinergia ha confermato il potere dello sport nel guidare la motivazione individuale verso una reale cultura del wellbeing. Da questa esperienza pionieristica è nato il Luiss Sport Lab Index, un indice capace di misurare il benessere psico-fisico correlando metriche fisiche e abilità cognitive. Oggi, il nostro modello di welfare aziendale si sviluppa proprio dall’unione tra lo sport d’eccellenza e le più avanzate dinamiche di sviluppo organizzativo, già applicato, oltre il contesto Luiss, anche verso Avio, CBI e Intesa Sanpaolo.

Superando i tradizionali confini del team building, applichiamo al personale d’azienda lo stesso rigore di misurazione psico-fisica riservato ai campioni. In questa nuova visione, il benessere non viene più soltanto “dichiarato” attraverso le classiche campagne di comunicazione interna, ma viene oggettivamente misurato e allenato. Ai manager si garantisce così un percorso per migliorare la propria stabilità emotiva, necessaria per gestire la pressione pubblica e per relazionarsi in modo trasparente con i propri stakeholder. Non a caso, al termine di queste molteplici esperienze, si è riscontrato un impatto umano tangibile: le persone coinvolte hanno ripreso a correre o anche solo a camminare con costanza, riconsiderando il movimento come una delle parti essenziali della propria vita. La lezione per i professionisti è chiara: la performance comunicativa e reputazionale di un manager non può più essere slegata dal suo reale benessere psico-fisico e dalla sua lucidità decisionale (decision-making) sotto stress. Misurare e allenare l’equilibrio cognitivo, come insegna l’esperienza del Luiss Sport Lab, equivale a preparare i manager ad affrontare l’imprevisto e le inevitabili piccole crisi quotidiane. Riuscire ad osservare con occhio scientifico gli studenti-atleti Luiss significa, in definitiva, guardare al futuro della leadership. Ci mostra organizzazioni che non si limitano più a comunicare “verso” i propri pubblici, ma che scelgono di costruire un patto di fiducia autentico, sostenibile e allenato, giorno dopo giorno, insieme alle proprie community.

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