EVENTFUL CITIES: IL POTERE TRASFORMATIVO DEGLI EVENTI NELLE CITTÀ CONTEMPORANEE

GRANDI EVENTI | UNA RICCHEZZA CULTURALE ED ECONOMICA

L’intervista a Greg Richards, Università di Tilburg

 

Durante la sua carriera ha esplorato in profondità il sistema degli eventi a livello internazionale. Quale ruolo hanno oggi gli eventi nel trasformare le città? 

“Nel corso dei trent’anni dedicati allo studio del ruolo degli eventi nella società moderna, ho assistito a una significativa evoluzione nella percezione della loro funzione. Oggi, infatti, gli eventi non vengono più valutati soltanto in termini economici ma sono più ampiamente riconosciuti come catalizzatori per lo sviluppo culturale e sociale dei luoghi e, in particolare, delle città. Gli eventi rappresentano momenti cruciali che riuniscono comunità diverse – locali e globali – e sono potenti generatori di conoscenza e di capitale sociale. Favoriscono lo scambio di idee, di competenze e di esperienze. Questo flusso di conoscenza è essenziale poiché arricchisce il tessuto culturale e creativo delle città e getta le basi per una prosperità economica a lungo termine.

Oltre ai benefici economici e basati sulla conoscenza, gli eventi svolgono poi un ruolo vitale nel favorire la coesione sociale, ponendosi come vere e proprie piattaforme che facilitano l’interazione tra diversi portatori di interesse e sostengono la costruzione di capitale sociale di tipo sia ‘bonding’ sia ‘bridging’ e rafforzando così i legami all’interno delle comunità, anche tra gruppi con background molto diversi. La dimensione sociale è quindi fondamentale. Anche quella creativa naturalmente lo è: portando persone a convergere nei luoghi e creando connessioni si favorisce la circolazione di nuove idee, si stimola l’innovazione. Tutte queste funzioni sono importantissime e sono alla base delle ricadute turistiche ed economiche di lungo periodo.”

 

In un suo articolo lei parla di “pulsar events”. Che cosa sono e come possono davvero trasformare il tessuto urbano e migliorare la qualità della vita delle città che li ospitano? 

“La definizione di ‘eventi pulsar’ comprende quegli eventi capaci di generare un cambiamento forte all’interno di una città e che, per la loro unicità, si differenzia dagli eventi che invece vengono organizzati periodicamente in uno stesso luogo. Gli eventi pulsar hanno il potenziale per apportare trasformazioni significative, non necessariamente perché sono grandi, ma perché hanno il potere di allineare l’agenda della città e coinvolgere attivamente la comunità.

Un esempio emblematico è quello di Barcellona dove i Giochi olimpici nel 1992 hanno permesso alla città di superare divisioni culturali e politiche, aprendo la strada a una migliore governance urbana e rilanciare l’immagine della città. Per massimizzare i benefici a lungo termine degli eventi pulsar, è però fondamentale adottare un approccio strategico che vada oltre la semplice organizzazione dell’evento in sé. Questo può includere la creazione di organizzazioni o infrastrutture permanenti che possano continuare a sostenere l’agenda culturale e sociale della città anche dopo la conclusione dell’evento.

Inoltre, il successo di tali iniziative dipende moltissimo dalla capacità di coinvolgere attivamente la comunità locale e di conferire significato agli spazi urbani interessati dall’organizzazione dell’evento pulsar, in modo da garantirne un utilizzo continuativo e significativo nel tempo. È importante anche apprendere dagli errori del passato, come nel caso del fallimento del Forum Universale delle Culture a Barcellona (2004), e pianificare attentamente il lascito degli eventi pulsar per massimizzare i benefici a lungo termine.”

 

Quali sono i vantaggi di strategie basate su eventi pulsar rispetto a quelli basati su micro-eventi distribuiti lungo tutto l’anno?

“Le due tipologie sono in realtà complementari: abbiamo bisogno degli eventi pulsar – che siano Giochi olimpici o le Capitali Europee della Cultura – per apportare cambiamenti importanti ma poi c’è bisogno degli eventi iterativi per mantenere vivo il tessuto sociale e la vivacità culturale delle città. La questione, quindi, non è solo come realizzare un grande evento ma anche come metterlo in relazione in modo coerente al normale portfolio di eventi delle città.

Le città che hanno tratto i maggiori benefici a lungo termine dai pulsar events anche in termini di investimenti e turismo sono state quelle che hanno adottato un approccio strategico e integrato verso gli eventi, anche con la creazione di strutture di coordinamento ad hoc. Ad esempio, Rotterdam ha istituito i Rotterdam Festivals dopo essere stata Capitale Europea della Cultura, agendo come un organismo coordinatore per gli eventi culturali nella città. Anversa ha seguito una strada simile.”

 

 

English version

“Eventful Cities”: The Transformative Power of Events in Contemporary Cities

 

Interview with Greg Richards, Professor of Leisure Studies, University of Tilburg

 

Throughout your career, you have deeply explored the international events system. What role do events play today in transforming cities?

 “Over the past thirty years dedicated to studying the role of events in modern society, I have witnessed a significant evolution in the perception of their function. Today, events are not only evaluated in economic terms but are more widely recognized as catalysts for cultural and social development in places, particularly cities. Events represent crucial moments that bring together different communities – both local and global – and are powerful generators of knowledge and social capital. They encourage the exchange of ideas, skills, and experiences. This flow of knowledge is essential as it enriches cities’ cultural and creative fabric and lays the foundation for long-term economic prosperity. Besides the economic and knowledge-based benefits, events also play a vital role in fostering social cohesion, acting as platforms that facilitate interaction among various stakeholders and support the construction of both “bonding” and “bridging” social capital, thus strengthening ties within communities, even among groups with very diverse backgrounds. The social dimension is, therefore, crucial. The creative aspect is naturally important too: bringing people together in places and creating connections promotes the circulation of new ideas and stimulates innovation. All these functions are very important and are at the basis of the long-term tourism and economic impacts.”

 

In one of your articles, you talk about “pulsar events”. What are they, and how can they truly transform the urban fabric and improve the quality of life in the cities that host them? 

“The definition of ‘pulsar events’ includes those events capable of generating a strong change within a city and that, due to their uniqueness, are differentiated from events organized periodically in the same place. Pulsar events have the potential to bring about significant transformations, not necessarily because they are large, but because they have the power to align the city’s agenda and actively involve the community. An emblematic example is Barcelona, where the 1992 Olympic Games allowed the city to overcome cultural and political divisions, paving the way for better urban governance and revitalizing the city’s image. To maximize the long-term benefits of pulsar events, however, it is crucial to adopt a strategic approach that goes beyond the mere organization of the event itself. This can include creating permanent organizations or infrastructures that can continue supporting the city’s cultural and social agenda even after the event has concluded. Moreover, the success of such initiatives depends greatly on the ability to actively involve the local community and give meaning to the urban spaces affected by the organization of the pulsar event, ensuring their continuous and meaningful use over time. It is also important to learn from past mistakes, such as the failure of the Universal Forum of Cultures in Barcelona (2004), and carefully plan the legacy of pulsar events to maximize long-term benefits.”

 

What are the advantages of strategies based on pulsar events compared to those based on micro-events distributed throughout the year?

“The two types are complementary: we need pulsar events – whether they are the Olympic Games or European Capitals of Culture – to bring about significant changes. Still, then, there is a need for iterative events to keep the social fabric and cultural vibrancy of cities alive. Therefore, the issue is how to realize a great event and how to relate it to the normal event portfolio of cities coherently. Cities that have reaped the most long-term benefits from pulsar events in terms of investments and tourism have also adopted a strategic and integrated approach to events, including the creation of ad hoc coordination structures. For example, Rotterdam established the Rotterdam Festivals after being the European Capital of Culture, acting as a coordinating body for cultural events in the city. Antwerp and many others followed a similar path.”