FAKE NEWS E VERITÀ NELL’ERA DELL’INGANNO VIRTUALE

 di Ivan Torneo, Master di giornalismo Università IULM

Il nostro modo di informarci è cambiato radicalmente nell’ultimo decennio, segnato da una rapidità di diffusione delle informazioni che non ha precedenti. I social media, le testate online e la tecnologia mobile hanno reso l’accesso alle notizie immediato. Ma questo cambiamento ha portato anche conseguenze preoccupanti. Il fenomeno delle notizie false è esploso, creando un problema globale che impatta sulla fiducia dei cittadini e sulla stabilità delle democrazie.

L’ondata è arrivata piano, quasi silenziosamente. Secondo un rapporto del 2018 del Pew Research Center, negli Usa i social avevano già superato la stampa come fonte di notizie. Anche in Europa la tendenza è simile: una ricerca di Eurostat mostra che nel 2023 il 59% dei cittadini dell’Unione europea ha dichiarato di partecipare attivamente alla vita social. Spesso l’informazione veicolata attraverso questi canali è frammentata, non verificata e, talvolta, completamente falsa. Le fake news viaggiano in rete a velocità esponenziale e raggiungono un pubblico vastissimo prima che possano essere smentite o corrette.

A questo proposito, Fabrizio Massaro, Vicedirettore di Milano Finanza, sottolinea l’importanza di un approccio critico alla gestione delle informazioni sui social: “I social sono fonti tanto quanto le agenzie di stampa. Ma tutte devono essere vagliate dal metodo giornalistico, da un professionista dell’informazione. Non possiamo limitarci a prendere una cosa e basta. Il segreto è non scambiare l’informazione con la notizia”. Questo mette in evidenza un punto cruciale: la velocità con cui viaggiano le informazioni non può sacrificare l’accuratezza e l’affidabilità.

Le fake news non solo si diffondono rapidamente, ma si ancorano a specifici bias cognitivi. Uno studio pubblicato su Science nel 2018 ha rivelato che le notizie false hanno il 70% di probabilità in più di essere retwittate rispetto a quelle vere, con una velocità di diffusione che supera le notizie reali di circa sei volte. Perché le fake news tendono a suscitare emozioni forti come rabbia, sorpresa o indignazione, che spingono gli utenti a condividerle rapidamente, senza verificarne la veridicità.

I governi e le organizzazioni cercano di contrastare questo fenomeno con varie iniziative. Nel 2020, l’Unione Europea ha lanciato l’European Digital Media Observatory (Edmo), un progetto che unisce ricercatori, giornalisti e fact-checker per combattere la disinformazione. Anche i giganti tecnologici, come Facebook e Google, hanno implementato algoritmi e politiche per limitare la visibilità di contenuti non verificati o manipolativi. Misure ancora insufficienti a fermare la proliferazione delle fake news.

Un altro dato preoccupante emerge dal Reuters Institute Digital News Report 2023, secondo cui il 56% degli intervistati afferma di avere difficoltà a distinguere tra notizie vere e false online. Questo riflette una crescente sfiducia nelle fonti di informazione e una mancanza di strumenti efficaci per identificare quelle inaffidabili. Il ruolo dei giornalisti diventa quindi centrale nel mantenere la trasparenza e la credibilità del sistema informativo.

Massaro aggiunge: “Il giornalista ha il compito di confrontare le informazioni e spiegare ai lettori dove queste trovano riscontro e dove no. L’informazione di qualità consente di guadagnarsi la fiducia del lettore, che tornerà a leggere chi fa bene il proprio lavoro”. 

Il fact-checking è diventato non solo una pratica fondamentale del giornalismo, ma anche una salvaguardia per la società, che si trova costantemente esposta a ondate di disinformazione.

Se da un lato internet ci ha regalato un accesso illimitato a conoscenze globali, dall’altro ha aperto le porte a una quantità di informazioni che, senza adeguati filtri, può diventare pericolosa. Solo attraverso un’educazione mediatica più solida, un rafforzamento del ruolo dei giornalisti e lo sviluppo di strumenti tecnologici avanzati per il fact-checking potremo arginare l’impatto delle fake news e garantire un’informazione di qualità. A prova di manipolazione.

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