Intervento di Filippo Barberis,
Capo di Gabinetto del Comune di Milano
Le grandi trasformazioni globali richiedono un’evoluzione delle politiche pubbliche e dei modelli di governance. I criteri ESG, capaci di indirizzare il mondo dell’impresa verso traguardi sociali e ambientali, possono essere uno strumento valido anche per la pubblica amministrazione, che ha come scopo l’attenzione ai bisogni della persona e della comunità. L’integrazione del fattore H (Human, Health, Happiness) è una necessità per rimarcare il protagonismo e il coinvolgimento delle persone nelle organizzazioni pubbliche e private. Le amministrazioni pubbliche devono partecipare a questo cambiamento. Il settore pubblico può svolgere un duplice ruolo: regolatore da un lato, attore strategico dall’altro. Questo significa riconoscere gli investimenti privati che comprendono attenzione all’ambiente e al sociale, con al centro la persona; ma anche agire direttamente per costruire città più vivibili, rafforzare la coesione sociale e promuovere il benessere collettivo.
L’applicazione dei criteri ESG nella pubblica amministrazione migliora efficienza, trasparenza e impatto delle politiche. È una operazione che avviene su due livelli. Un primo livello, interno, riguarda l’organizzazione dell’ente, con al centro il lavoro nella pubblica amministrazione: spesso descritto come un settore resistente al cambiamento, il pubblico può diventare un modello di innovazione e benessere lavorativo, promuovendo crescita professionale, equilibrio tra vita e lavoro e coinvolgimento attivo del personale. Il Comune di Milano, ad esempio, è impegnato a proporre misure di welfare residenziale per i propri lavoratori, valutare il lavoro a distanza per individuare opportunità e limiti (con focus specifico sui lavoratori “fragili”), favorire politiche di equità nel rispetto della diversità, dell’inclusione, della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Il secondo livello riguarda le politiche pubbliche: la sostenibilità e l’attenzione al sociale diventano più concrete se si traducono in benefici tangibili per salute e benessere. Il fattore H arricchisce questa prospettiva, mettendo al centro la felicità dell’individuo. Il cittadino deve ritrovare fiducia e sentirsi parte della cosa pubblica: per questo sono fondamentali i processi partecipativi, che a Milano stiamo promuovendo e incentivando, a partire dalla piattaforma milanopartecipa.it; altrettanto importante è l’accessibilità e la vicinanza dei servizi, attraverso la rete di sportelli WeMi diffusi sul territorio. E sempre parlando di vicinanza al cittadino, l’innovazione digitale consente una comunicazione più veloce ed efficiente, ad esempio tramite le APP delle aziende che gestiscono servizi pubblici (AMSA, A2A, ATM).
I criteri ESG hanno permesso di compiere un percorso verso un futuro più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale e della governance dei processi. Integrare il fattore H significa non solo estendere questi parametri, ma potenziarne l’intento e definire meglio l’obiettivo. La pubblica amministrazione ha il dovere e l’opportunità di guidare questa trasformazione, facendo della sostenibilità ambientale e del benessere i principi cardine delle proprie scelte strategiche; e cercando in questo il coinvolgimento e l’adesione dei cittadini, perché il termine ultimo è la felicità individuale e collettiva. Milano vuole essere in prima linea dentro questa evoluzione, grazie alla propria storia e grazie all’apertura e alla ricettività verso le innovazioni.

