di Ivan Torneo, Master di giornalismo Università IULM
Le elezioni rappresentano momenti cruciali nella vita democratica di una nazione. In questo contesto, i media, sia tradizionali che nuovi, giocano un ruolo fondamentale nel plasmare l’opinione pubblica e nel determinare gli esiti elettorali.
I media tradizionali hanno sempre svolto un ruolo chiave nell’informare gli elettori. Ad esempio, secondo un rapporto dell’Eurobarometro del 2022, il 65% dei cittadini dell’Ue si affida alla televisione come principale fonte di informazione politica. E in Italia, il 70% degli elettori consulta quotidiani, telegiornali o entrambi per formare le proprie opinioni politiche.
Negli Stati Uniti, durante le elezioni presidenziali del 2020, oltre il 60% degli americani ha dichiarato di aver seguito i dibattiti televisivi tra i candidati, secondo il Pew Research Center. Tutti dati che evidenziano come i media tradizionali continuino a influenzare l’elettorato anche nell’era dei social media.
Con l’avvento di Internet, però, i nuovi media hanno rivoluzionato il panorama informativo. Nel 2023, si stima che l’80% degli europei utilizzi regolarmente la rete, con i social media che rappresentano una fonte primaria di informazione per il 50% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, stando alle ultime stime di Eurostat.
Negli Stati Uniti, il ruolo dei social media è ancora più pronunciato. Il Pew Research Center ha rilevato che nel 2022, il 72% degli adulti americani utilizza i social media, con il 54% che li usa per ottenere notizie politiche. Piattaforme come Facebook, Twitter e Instagram sono diventate strumenti essenziali per i politici di ogni schieramento per raggiungere gli elettori, soprattutto tra le generazioni più giovani.
Alle elezioni europee del 2019 partiti politici e candidati hanno investito oltre 10 milioni di euro in pubblicità online, secondo un rapporto della Commissione Europea. E per le elezioni del 2024 questa tendenza dovrebbe attestarsi in crescita. Sebbene dati specifici non siano ancora disponibili, infatti, le proiezioni indicano che l’investimento in pubblicità digitale potrebbe essere aumentato del 20% rispetto al 2019.
Negli Stati Uniti gli investimenti mediatici sono molto più ingenti. Le campagne dei candidati hanno speso complessivamente oltre 1 miliardo di dollari in pubblicità online, secondo Advertising Analytics. In aggiunta, eventi come la diffusione di informazioni errate sui social media hanno sollevato preoccupazioni riguardo all’integrità del processo elettorale.
Non ci sono solo investimenti, ma anche preoccupazioni da parte delle istituzioni. Secondo un sondaggio dell’Eurobarometro del 2023, il 58% dei cittadini europei è preoccupato per la disinformazione online.
Negli Stati Uniti, il 64% degli intervistati dal Pew Research Center ritiene che le fake news creino confusione sulla realtà dei fatti durante le elezioni. Un esempio su tutti, la fake news sugli immigrati che mangiano cani e gatti diffusa dal neo eletto Donald Trump in campagna elettorale. Una situazione che potrebbe accentuarsi in futuro, visto l’esito positivo della sua campagna.
Sta ai media, nuovi e tradizionali, trovare la soluzione per rendere la verità e la verificabilità nuovamente al primo posto nella diffusione delle informazioni.

