NUOVE COMPETENZE, COME PROGETTARE L’INFORMAZIONE DEL FUTURO CON L’AI

Emilia Striano, Studentessa di Strategic Communication, Università IULM

Ci troviamo in un’epoca phygital, ovvero in cui il confine tra reale e digitale – vero e falso – sta diventando sempre più sottile.
Lo sviluppo tecnologico che caratterizza gli anni più recenti è contraddistinto da una necessità di andare oltre ciò che ci hanno insegnato fino a oggi.

Non è più abbastanza saper navigare in sicurezza, utilizzare con destrezza ogni tipo di dispositivo, o saper creare contenuti online, ma l’intelligenza artificiale ha svoltato la nostra relazione con il digitale, facilitando molti processi e complicando altri.
La Gen Z, nata con i social media e il world wide web, si trova di fronte alla necessità di armarsi di nuove bussole e navigare il mare del progresso con ulteriori capacità: il pensiero critico, il desiderio di imparare e l’alfabetizzazione degli strumenti Ai, che comprende anche l’etica digitale.

In primis, è sempre più fondamentale saper giudicare l’affidabilità di una fonte, riconoscere un deepfake o le fake news. Prima ancora di rispondere alla domanda “io cosa ne penso?” è necessario saper ricostruire da quale fonte proviene un dato e se essa sia affidabile.
Inoltre, secondo uno studio condotto dai ricercatori del Mit Media Lab dell’Università di Cambridge (2025), l’utilizzo da parte della Gen Z di chatbot e strumenti generativi erode profondamente le abilità di pensiero critico.

Di conseguenza, ciò che oggi ha più valore è saper elaborare, criticare e giudicare i contenuti che ci troviamo davanti. Parlando di professione, infine, l’alfabetizzazione dei sistemi Ai può aiutare la Gen Z a introdursi con facilità nel mondo del lavoro e navigare il futuro con destrezza.

In primo luogo, quindi, saper formulare prompt adatti a ciò che si vuole cercare, comprendere il funzionamento dietro la generazione di riassunti e algoritmi, e la personalizzazione di contenuti online. Ma anche, a un livello più profondo, sapere quando e perché un’informazione è importante, comprendendo anche come è arrivata sul proprio schermo, è cruciale per un utilizzo consapevole di queste nuove tecnologie.

Inoltre, in un mondo in cui tutto è possibile e ogni cosa può essere creata da zero, maneggiare l’Ai significa anche conoscere le leggi sui diritti d’autore, la tutela della privacy e la diffusione di contenuti falsi che possono danneggiare la reputazione altrui. Mano nella mano che aumentano le competenze, deve aumentare anche il desiderio di imparare: in un futuro fatto di convenienza e praticità, ciò che farà la differenza sarà la curiosità, il desiderio di andare oltre il comfort della risposta veloce, utilizzando l’Ai come punto di partenza per un ulteriore sviluppo originale e personale.

Infine, la creazione di contenuti Ai e la comprensione del funzionamento di tale processo sono profondamente legate alla questione etica che risiede, “nascosta in piena vista”, dietro l’avvento dell’intelligenza artificiale. La differenza tra comunicatori efficaci e comunicatori strategici non si giocherà sulla capacità di utilizzare questi nuovi strumenti, ma sull’abilità di usarli in maniera responsabile. 

La Gen Z si presenta come un importante bacino di conoscenza: una generazione nata all’inizio del grande boom tecnologico di internet e dei social media e della democratizzazione dell’informazione, che oggi si trova di fronte a una rivoluzione storica che vede l’Ai protagonista di ogni nostra azione quotidiana.
Conseguentemente, spirito critico, consapevolezza e responsabilità diventano le tre skill chiave che contraddistingueranno il nostro avvenire, a livello personale e professionale.

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