LE PICCOLE-MEDIE IMPRESE FAMILIARI: UN VIAGGIO VERSO LA SOSTENIBILITÀ E LA RENDICONTAZIONE ESG

Intervento di Fabio Zona, Professore Ordinario di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Trento, e di Alfredo De Massis, Professore Ordinario di
Imprenditorialità e Family Business Management presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara e l’IMD Business School (Svizzera).

Negli ultimi anni, la sostenibilità e la rendicontazione ESG hanno assunto un ruolo sempre più centrale nelle concrete pratiche manageriali. Le pressioni della normativa europea hanno svolto un ruolo chiave nel promuovere il processo di cambiamento, ma gli obblighi di rendicontazione ESG hanno finora riguardato prevalentemente le grandi imprese, in particolare quelle quotate, dotate di risorse e competenze adeguate per affrontare il cambiamento.

Resta quindi aperta una questione cruciale: in che misura le piccole e medie imprese, non ancora soggette a obblighi normativi stringenti, stanno integrando la sostenibilità e la rendicontazione ESG nella propria strategia? La domanda è rilevante per due motivi. In primo luogo, le PMI (10–249 addetti), spesso a conduzione familiare, rappresentano la spina dorsale del sistema economico italiano, generando il 37,8% del valore aggiunto e impiegando il 33% della forza lavoro (Istat, 2024): il loro studio può rivelare l’atteggiamento dell’imprenditoria italiana per la sostenibilità, al di là della compliance formale. Inoltre, caratterizzate dal primato della ricchezza socio-emozionale sui rendimenti finanziari (Gomez-Mejia et al., 2007), le imprese familiari tendono naturalmente a prendere decisioni su elementi quali i legami sociali, le emozioni, la proiezione verso le prossime generazioni, l’identità e il senso di appartenenza. Le PMI familiari, quindi, costituiscono, o possono costituire, il cardine del fattore – H, di quella prospettiva che vuole porre al centro l’essere umano, al di là e prima dei tecnicismi manageriali di rendicontazione socio-ambientale.

Una ricerca basata su questionari, rivolti a circa 100 imprese familiari con meno di 10 milioni di euro di fatturato, condotta da studiosi dell’Università di Trento e di Chieti-Pescara, ha cercato di fornire qualche risposta alla domanda, restituendo un quadro articolato, non scontato. 

I risultati mostrano una chiara volontà di orientare il business in logica socio-ambientale. Le spinte principali provengono dall’apprezzamento e dal riconoscimento, in particolare da parte della famiglia proprietaria. La sostenibilità e la rendicontazione ESG paiono incentrate sull’esigenza dei membri della famiglia di riconoscersi internamente nei loro valori legati alla territorialità e alla comunità, più che ad una esigenza transazionale di soddisfare attese esterne. Tuttavia, non mancano criticità: molte imprese dichiarano incertezza nel tradurre le intenzioni in una trasformazione del business concreta. Gli ostacoli principali, per oltre il 60% delle imprese, riguardano carenze conoscitive – quali le limitate competenze specialistiche, la scarsa conoscenza di tecnologie disponibili, l’incertezza – più che la mancanza di risorse finanziarie. Un approccio ancora informale alla sostenibilità può in parte spiegare questa criticità.

La rendicontazione ESG si configura come un passaggio evolutivo cruciale. Le imprese che hanno avviato tale processo dichiarano di utilizzare attivamente gli indicatori nei processi decisionali, e di tenerne conto nelle decisioni. Inoltre, l’adozione di strumenti di misurazione si associa alla valutazione di una compatibilità economica degli investimenti in sostenibilità.

Un ulteriore aspetto riguarda l’interazione tra la natura familiare dell’impresa e la propensione alla sostenibilità. Quando l’impresa presenta una forte identità familiare, ben integrata nell’impresa, la fiducia nell’adozione di pratiche sostenibili cresce. Al contrario, un forte attaccamento emotivo tra i membri può generare resistenze: il cambiamento richiesto dalla sostenibilità viene vissuto come una potenziale minaccia all’equilibrio affettivo interno.

In conclusione, le PMI familiari sono sempre più consapevoli dell’importanza della sostenibilità, ma incontrano difficoltà legate a carenze conoscitive e a processi poco strutturati. La rendicontazione ESG può favorire un cambiamento culturale e gestionale, ma servono percorsi formativi e di supporto per integrare la sostenibilità nella strategia aziendale.

Fabio Zona
Professore Ordinario di Economia Aziendale presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Trento. Ha conseguito il suo Ph.D. all’Università Bocconi di Milano. Studioso riconosciuto e influente nel campo di corporate governance e family business, ha pubblicato i suoi lavori sulle principali riviste scientifiche internazionali, quali ad esempio Journal of Management, Research Policy, Journal of Management Studies, British Journal of Management, Journal of Business Ethics, Small Business Economics. E’ membro del comitato tecnico scientifico di Cuoa Business School e dell’associazione non-profit FA.B.R.I. dedicata alla divulgazione della cultura manageriale nelle PMI familiari. 

Alfredo De Massis
Professore Ordinario di Imprenditorialità e Family Business Management presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara e l’IMD Business School in Svizzera. Riconosciuto nel 2024 come lo studioso più influente nel campo della gestione delle imprese familiari e da numerosi altri studi come uno dei maggiori esperti di famiglie imprenditoriali, presiede e presta servizio nei board di diverse organizzazioni pubbliche e private a livello nazionale e internazionale. Dal 2020 è Presidente dello Scientific Advisory Board, Co-fondatore e Condirettore del primo Osservatorio sui Family Office in Italia. Il suo nono libro, intitolato “The Family Business Book: A roadmap for entrepreneurial families to prosper and thrive across generations”, è stato pubblicato nel novembre 2024 dalla casa editrice Pearson Financial Times.

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